Tra le gemme di natura organica, ovvero prodotte da organismi viventi e formatesi da processi biologici, le perle sono tra le più utilizzate e importanti. Fin dalla loro scoperta, l’uomo ne ha apprezzato le qualità intrinseche ed estrinseche e la loro popolarità non ha mai vissuto momenti di declino.
Insieme al diamante, rientrano oggi tra i prodotti più importanti della gioielleria, e gli orecchini di perle ne sono tra le espressioni più amate.
Le perle sono apprezzate da secoli anche dai reali, come Elisabetta I d’Inghilterra, figlia di Enrico VIII, celebre per il suo amore per le perle. Oggi gli orecchini di perle sono sempre più ricercati ed utilizzati sia come orecchini da matrimonio che come gioiello da indossare per un uso quotidiano e casual.
Le prime ad essere utilizzate, fin dall’antichità, furono le perle naturali, sostituite pian piano a partire dal diciannovesimo secolo da quelle coltivate.
Infatti, nel 1893 grazie agli studi e all’ingegno di Kokichi Mikimoto si diede inizio alla prima coltivazione di questa gemma.
La differenza sostanziale tra le perle naturali e quelle coltivate è che in quest’ultime il processo di formazione non è accidentale, bensì opera dell’uomo, che introduce un corpo estraneo all’interno del mollusco allo scopo di stimolare la secrezione del rivestimento protettivo chiamato “nacre” (madreperla) e che, attraverso una serie di stratificazioni, produce riflessi luminosi caratteristici delle perle.
Così come accade con i diamanti, anche con le perle ci sono dei fattori di valutazione che ne determinano la qualità e conseguentemente il prezzo. Il GIA individua dimensioni, forma, colore, lucentezza e superficie. Nel dettaglio:
Dimensioni: per un fattore di rarità, più grande è la perla maggiore è il valore.
Forma: più è perfettamente sferica e rotonda, più vale. Altre forme molto apprezzate sono quelle a goccia, oppure le barocche, dalle forme fortemente irregolari, oggi molto apprezzate anche dalle case di alta moda.
Colore: le perle possono assumere differenti colori e sfumature, dal bianco al nero, passando dal giallo al marrone, a seconda anche del tipo di mitile dal quale sono prodotte. Le preferenze di colore variano in base al mercato e al gusto personale. Riguardo al colore, un fenomeno che ne apprezza ulteriormente il valore è la presenza dell’oriente, ovvero quando osservando la superficie della perla viene distinto un sovratono iridescente dalle tinte verdi/rosa/blu.
Lucentezza: valutata in base a come la luce si riflette sulla superficie della perla.
Superficie: quanto più è pulita ed esente da imperfezioni, tanto maggiore sarà il valore.
Anche l’abbinamento ha la sua importanza, riferito alla pariglia o al filo di perle e non alla singola perla, perché le perle che li compongono devono risultare il più possibile omogenee tra loro.
Altro importante fattore da considerare per la valutazione del prezzo è l’origine stessa della perla. Da Ma.Gi. Gioielli puoi trovare:
Gli orecchini con perle e diamanti possono essere realizzati con perle giapponesi, le prime che furono oggetto di un processo di coltivazione. Provengono dalle ostriche “Akoya”, sono principalmente sferiche e possono arrivare ad un diametro massimo di 10,5 mm. Sono ancora oggi le più diffuse.
Poi ci sono le perle australiane, provengono dalla Pinctada maxima, il più grande ed importante mollusco da perla al mondo. Dal processo di coltivazione riescono ad essere prodotte perle che possono arrivare ad un diametro di 18/19 mm. Sono tra le perle più pregiate e costose usate in gioielleria. La forma può essere sferica, a goccia, ovale o barocca, quest’ultima sempre più apprezzata per le sue forme irregolari che ne esaltano l’oriente (fenomeno presente nelle perle di ottima coltivazione visibile come un riflesso rosa e verde sulla superficie della perla). Il colore più diffuso delle perle australiane è il bianco, ma possono essere anche argentate o dorate. Le perle Tahiti, scure, provengono invece da un’altra specie di mollusco cioè il Pinctada margaritifera.
In virtù di un processo di coltivazione differente rispetto alle prime due tipologie, che ne permette una produzione maggiore, il costo di questo tipo di perle risulta inferiore, il che, unito al miglioramento di qualità che ne ha aumentato lustro e bellezza, ha fatto sì che oggi trovino un utilizzo sempre maggiore nella gioielleria.
Per il giorno del matrimonio si scelgono modelli a lobo o pendenti, anche con diamanti. Con i capelli raccolti i pendenti risultano più visibili, mentre i modelli a lobo si adattano anche ad acconciature sciolte e restano indossabili nell’uso quotidiano dopo le nozze.
In conclusione, che ti stia preparando per un evento esclusivo ed elegante o semplicemente per completare il tuo outfit di una giornata lavorativa, indossare un paio di orecchini di perle rappresenta la scelta più versatile per esaltare il tuo stile.
Gli orecchini di perle andrebbero indossati solo dopo aver applicato creme o essersi spruzzati il profumo. La natura organica della loro superficie, chiamata “nacre” e composta da un carbonato di calcio dal nome di “aragonite” e da una proteina fibrosa che funge da collante tra le varie stratificazioni, di nome “conchiolina”, può essere aggredita e macchiata dai componenti chimici presenti nelle creme cosmetiche e dall’alcol presente nei profumi.
Gli orecchini di perle si puliscono con acqua e sapone neutro, asciugandoli poi con un panno in microfibra.
Come tutti i gioielli più delicati, anche questi orecchini, dopo l’uso, andrebbero puliti e riposti nel loro astuccio. Inoltre, la natura organica delle perle soffre la muffa che si può formare in posti chiusi ed umidi; quindi, si raccomanda di non tenerle sempre chiuse in ambienti che presentano queste caratteristiche.